Ovvero: poëti demenziali alla conquista del mondo
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Dall'Antologia Ignifuga
di Braccobaldo Serafini:
Edizioni La Nerchia, Cantù (1956)
T'ho nel cuore, ma ti vo' ner culo
Corneo umido adolescente!
Dolce carico estremo amante facciale!
Tu amore lo anale?
(Ciccio, settembre 2003)
Lucy in the ski with diamonds
Lucy primo pugno!
Adolescente amante!
Giovane amante essere vivente!
Voyeur sogni guarda loro!
Soffiare lavoro, adolescente dare grande soffiare lavoro!
(Ciccio, settembre 2003)
Testo per una T-shirt mai fatta
Perdo i capelli
Perché sono distratto
(Kappa, marzo 2003)
Testo per una T-shirt mai fatta
Guardo le cose del mondo...
(e più le guardo, più mi skonfondo)
(Ciccio, novembre 2002)
Brevi Odi Mentoniane
Memento
Il superamento del lamento
Ti fionda sì portento
In un mantra contento.
Ma idiota.
Cimento
Contento ma attento,
Losco ma fresco,
Tante volte entro,
Quante volte esco.
The mento
Sento un commento,
Mi giro contento,
Mi volto paonazzo:
Figura del cazzo.
(Ciccio, novembre 2002)
La ballata del cocorito
Guarda il cocorito
che vola ferito
scagazza sul prato
che ho appena rasato.
Povero cocorito
che voli stupito
in preda a una colica
mi smerdi la maiolica.
Schifoso cocorito
sei pure sparito
dopo avermi smerdato
persino il bucato.
(Kappa, novembre 2002)
Nirvana (per Marcello)
Kharma
esangue, freddo?
(Kappa, novembre 2002)
Mi mancano le parole
Se guardo i tuoi occhi
così, così, così smaragliosi
di un salmastro scatrafo
impiluccati di sìmbole
che mi guardano ottèsi
mi s'arrizza il bananotto
(questa si capisce)
mi s'inalbera il lestofazzo
(anche questa è chiara)
mi si sciabola il faraglione
nella lesta mutanda
il sangue scarabobola
nei meati e meandri
e d'improvviso
mi mancano le.
(Kappa, novembre 2002)
Improvvisamente è giovedì
Tra un mercoledì farnetico
e un venerdì cianotico,
improvvisamente è giovedì
(ti prego, dimmi di sì).
Come un saprofitico androne
delle mie alopecìache meningi
esso rimbomba di promesse
(peraltro inespresse).
Di essenze in attesa
della sabbatica imminenza
fatta di gite al lago
(e partite a scopone).
E il lavoro si fa lieve,
lo sguardo scorre rinato
sugli schermi festanti
(di bottoni e pulsanti).
Voglio un giovedì lungo una vita
che riempia il vuoto
del mio hard disk depresso
(e che mi si paghi lo stesso).
Dopodomani si tromba.
(Kappa, novembre 2002)
Poesia Sgurz
T'ho amato
T'ho amato tanto
T'ho amato tanto tanto
Ma tanto tanto
E adesso tu
mi lasci così
come un pilunno turnato
intriso di melma
Ma io non dimentico
Tornerò da te
a testa bassa
e quando finalmente
i nostri sguardi si incontreranno
pervasa da un fremito
prematuro e squassante
tu mi dirai
"Non ti facevo così stronzo."
(Kappa, 1995)
Dammi un Fernèt
Sebbene io sia sbronzo
Dammi un Fernèt.
Sebbene tu sia stronzo
Dammene due.
(Kappa, luglio 2000)
T'ho vista nuda
Come una pesca matura
T'ho vista nuda.
Come un ciliegio in fiore
T'ho vista nuda
Sdraiata nell'erba
Tho vista nuda
La prossima volta, se ti ribecca la buoncostume
Col cazzo che ti vengo a pagare la cauzione.
(Kappa, maggio 2000)
Elegia del narvalo
Di fiordo in fiordo
Knut, vecchio tricheco
Ti nutri narvali
di lompi ed acciughe.
Ma quando riedi
alla tua parca mensa
quello che mi spaventa
è l'odore dei tuoi stivali.
Che in confronto il tuo alito sembra aria fresca.
(Kappa, febbraio 2000)
Er Trucido
Ramingo manesco,
tu cogli innocenti
i fiori di pesco.
Tu cogli la rosa
di donna pelosa.
Tu cogli la mazza
con grossa manazza.
Nel greve silenzio d'un letto
a una piazza.
(Millennium Ciccio)
Ode alla paperocchia
Oh, mia dolce paperocchia!
Arguzie celesti deprimono
Le vispe carotidi d'una notte d'agosto.
Quantunque, o paperocchia, veddoti su soavi braci,
Ardo con te d'immenso tepore.
E chieddoti:
Dove sei,
Brama delle mie papille?
E TU, BESTIA, rispondommi: QUA!
(Ciccio, 1991, circa)
Cippolo
O, ornello opuscolo
cantasti con cotanto coraggio
mangiasti manghi a maggio
e ti venne un brufolo
lì, pulsante e fremente, sul culo!
(Kappa, 1991, circa)
Bionda
Preludiche passioni
m'aizzano l'organo.
M'aizzano,
M'aizzano
M'aizzano
M'aahh...!
(Ciccio, 1992)
Bionda che stende sul balcone di fronte
Stendi i fusò
Stendi i reggiseni
Stendi le calze
Stendi le mutande
Stendi le magliette
Stendi i collants
Stendi i bikini.
Stendi le chiappe?
(Ciccio, 1992)
Lo sgatoscio
Chi si sveglia di mattina con un inguercibile sgatoscio
che gli ingromma il cardio,
siede stroncamente sul burlo del giaculo orando
e occhia il metrotempo.
Di poi si leva sfrantato sfricchiandosi le giunture
slurfando in bagorda sorbore di aria.
Sghiozza un lamento mascio mascio
di cafio poco dolce e mezzo freddo,
lo slaga sul piattino mezzo sul marmore
In appresso suscitandosi si scartoscia dal bugo.
Può essere bastote come assaggio di lavurio
e satisfa il cardio rientrar in elevamotore
nella mocchettura comforto
ove mascio agonar nella pigrozza
infine al tramuntio e tripodiar
la cena la cine e via nottar lo sfumatino
e occhia il metrotempo.
Di slevagiorno come la tempazza di mai.
(Gardo, 1999)
Note:da leggersi con l'enfasi di Mario Marenco.
Ranocchia sul sasso
Ranocchia sul sasso,
che fai lì soletta?
"Mi godo con spasso
la quiete perfetta
Quest'umido caldo
fa bene alla pelle
Quest'aria pulita, il cielo, le stelle
Son doni di Dio,
Il Grande Batrace
E questo brusìo
d'insetti, mi piace:
la mia colazione, il pranzo, la cena,
mi volano intorno, che vita serena!"
E adesso che fai?
mi scappi di mano?
Fuggire non puoi,
né chieder perdono
La vita è così
ti sfugge, però
lo sai io che fo?
Ti viviseziono.
(Kappa, 1992)
I tonni d'agosto
Come son belli i tonni d'agosto,
scorrazzan nell'acqua, lucenti e veloci
ed anche i più piccoli, di molto precoci
com'escon de' gusci, lor nuotano tosto.
Il tonno veloce, veloce e potente
nel mare d'agosto nuotando solenne
ai grossi gabbiani fa rizzar le penne,
stupiti e colpiti dal nuoto veemente
del tonno d'agosto.
(Kappa, 1987)
Gargarismi aulici
Gargarismi aulici
M'aizzano
Le ghiandole
D'un fremito orgiastico
Al limite d'un latrato.
Sappimi,
O saffo,
Sguainare un si bemolle
Di languidi lamenti,
Mentr'io, gargiulo,
M'odo dire:
Un macchiato freddo,
Grazie.
B.Serafini, 1952
da: "Diario di un mentecatto"
(Ciccio, 1992 circa)
Parole sante
Se non ti si alza a te
che hai vent'anni
Figurati a me
che ne ho ventiquattro
(Kappa, 1993)
Mandingo
Mandingo,
tu erri ramingo,
adori lo stingo,
lo gusti col pan.
(Gardo, 1999)
Viva la Merica
Tavernicoli brulicanti
alle turrite surgive del Po,
ruminano carrube.
La Trazina
La Giovanna,
La Malpensa:
"Ma dove why?"
"A Nuova York."
(Ciccio, 1990 circa)
Voglio un compiuter (una storia vera)
Paolo mio bello, ne voglio uno vispo
veloce, potente, con un bell'hard disco
Che faccia un miliardo di operazioni
al secondo, con mille funzioni.
Lo voglio con tanta memoria
più ancora di un libro di storia
Ma se me lo fai pagare una casino
sei ladro, sei scemo, e pure cretino!
(Kappa, 1991)
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