Kappa e lo zen

Incontri che portano all'Illuminazione

Il saggio Cheng Chui Ho, maestro della scuola di Tien-Lai, percorreva un giorno la strada che dalla città ti Zo-Nan porta alle pendici del monte Lo.
Improvvisamente, sbucando con un balzo dalle selve ombrose, una figura oscura gli si parò davanti, e così lo apostrofò:
"Tu, schifoso verme immondo! Tu, avanzo di galera! Tu, vile escremento incestuoso! Perché non ti inchini a me, che di queste contrade sono il Signore?"

"Sono mortificato, Hakaguchi San, non sapevo che questi boschi ti appartenessero."

L'essere oscuro ebbe un sussulto.
"Come conosci il mio nome, straniero?"

"Perché sono un Illuminato, mio incredulo Hakaguchi."

L'ombra cadde ai piedi del Maestro Cheng, divenne torva in viso ed iniziò mestamente a piangere.

"Mio Signore" disse allora l'ombra "mi prostro sgomento ai tuoi piedi. Fà di me ciò che vuoi, hai scoperto la mia identità, da sempre così gelosamente custodita, e con le tue parole piene di saggezza mi hai mostrato la Via. Non più torturerò ed ucciderò i viandanti, non più stuprerò le vergini e i loro accompagnatori, non più deruberò ciechi e mendicanti. Sarò il tuo schiavo, il tuo umile servo riconoscente."

Il vecchio Cheng estrasse allora il suo nodoso bastone e lo percosse duramente, quindi dalla sua sacca fece uscire un canapo, col quale cinse ben stretti i forti polsi del brigante Hakaguchi, e si incamminò lentamente verso la città di To-Kai, che distava solo poche leghe da quel punto.

Quando furono giunti nei pressi delle mura della città, Cheng Chui Ho, vedendo i gendarmi accorrere loro incontro, disse:
"Ti svelerò un segreto, mio stolto Hakaguchi. Dovresti toglierlo, il cartellino col nome, quando il pomeriggio smetti di lavorare da MacDonald."

Fu in quel medesimo momento che l'idiota Hakaguchi ebbe la sua Illuminazione.

Venne decapitato all'alba.

K scripsit, gennaio 2001

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